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In Materdomini frazione del comune di Caposele AV, si erge questo Santuario dedicato a Maria Materdomini e a san Gerardo. Diverse sono le componenti strutturali del Santuario: la Basilica che custodisce le spoglie mortali di san Gerardo, la Chiesa del Redentore utilizzata per le celebrazioni liturgiche, il Convento che accoglie la comunità dei Missionari Redentoristi, il Museo, ecc.

Una Spina della preziosa corona di Cristo si conserva nel Santuario dal 1808. Con decreto arcivescovile del 14 giugno 2021 la Chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata di Giffoni Valle Piana, dell'Arcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno, è stata elevata a Santuario Diocesano della Spina Santa.

Il 2 aprile 1933 fu posta la prima pietra per la costruzione della nuova chiesa e fu dedicata alla Madonna del Rosario. La copia del quadro della Madonna del Rosario di Pompei posta sull’altare Maggiore è opera del maestro Carlo Verdecchia. La Chiesa fu costituita Parrocchia il 9 agosto 1942 dal vescovo mons. Bentivoglio e affidata ai Padri dell’Ordine dei Predicatori. Il 7 ottobre 2023 il vescovo mons. Aiello ha eretto ufficialmente la Parrocchia del Rosario a Santuario Mariano Diocesano.

Il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, fondato da San Bartolo Longo tra il 1876 e il 1891, è tra i maggiori centri mariani al mondo, con circa 2 milioni di pellegrini l’anno. Custodisce la celebre icona della Madonna del Rosario ed è ricco di opere d’arte ed ex voto. Nato dalle offerte dei fedeli, unisce culto e carità: da oltre 130 anni accoglie e sostiene poveri, minori, migranti e persone in difficoltà.

Dal 1640 la Cappella del Pio Monte dei Morti diventa Chiesa del Suffragio. Nel 1776 giunge il dipinto di Maria SS. delle Tre Corone, cui seguono miracoli ed eventi prodigiosi; nel 1779 è proclamata Patrona di Sarno. Nel 1900 avviene la nuova incoronazione. Elevata a Parrocchia nel 1967 e a Santuario Mariano Diocesano nel 1973, dal 2017 fa parte dell’Unità Pastorale Centro Sarno.

Il Santuario di Montevergine, a 1270 m sul Partenio, fu fondato da San Guglielmo tra il 1114 e il 1118. Da oltre 900 anni è meta di pellegrinaggi e riferimento spirituale, legato alla devozione per la Mamma Schiavona. Custodì la Sindone durante la II Guerra Mondiale. Ospita un ricco Museo Abbaziale con capolavori medievali e barocchi. Unisce fede, arte, natura e tradizioni, celebri anche i liquori benedettini come l’Anthemis.

La Platea della parrocchia di San Benedetto in Casoria è un manoscritto di oltre 400 pagine, iniziato nel Seicento, che documenta la storia della chiesa. Riporta eventi come la benedizione del 1730, la costruzione dell’altare (1741), crolli e restauri tra Ottocento e Novecento, e la vita pastorale fino a oggi. Figura centrale è Don Mauro Piscopo, seguito da altri parroci che hanno guidato e arricchito la comunità nel tempo.