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Santuario di San Gerardo Maiella - Materdomini

Santuario di San Gerardo Maiella - Materdomini

In Materdomini frazione del comune di Caposele AV, si erge questo Santuario dedicato a Maria Materdomini e a san Gerardo. Diverse sono le componenti strutturali del Santuario: la Basilica che custodisce le spoglie mortali di san Gerardo, la Chiesa del Redentore utilizzata per le celebrazioni liturgiche, il Convento che accoglie la comunità dei Missionari Redentoristi, il Museo, ecc.

Via Santuario Materdomini, 36 83040 Caposele (AV) Campania

La Storia del Santuario

Materdomini, frazione di Caposele, in Provincia di Avellino, ospita il santuario di san Gerardo, uno dei più frequentati dell’Italia Meridionale.

Le origini di questo Santuario risalgono al Medioevo, nel XIII secolo, quando secondo documentata tradizione la Madonna apparve a dei pastori abruzzesi che avevano portato qui le loro greggi, sollecitandoli a recarsi dal parroco di Caposele chiedendogli di dedicarle un Santuario col titolo di Materdomini (che significa Madre del Signore).

 

Il santuario fu costruito e divenne meta di diversi pellegrinaggi. La sua struttura sorgeva lì dove oggi è situata la Basilica, anche se la sua grandezza non superava la metà dello spazio attuale. A fianco del Santuario era collocato un romitorio, che ospitava i due custodi e altri sacerdoti che accudivano al Santuario in epoca di maggiore afflusso.

 

Nel 1746 giunse a Materdomini sant'Alfonso de Liguori, fondatore dei Missionari Redentoristi, per predicare una missione popolare. Il vescovo Mons. Niccolai l’implorò di insediare qui una comunità del suo Istituto religioso, fondato solo pochi anni prima (nel 1732). Sant'Alfonso accettò, a condizione che fosse messa a breve scadenza la prima pietra di quello che poi è diventato il convento.

 

Materdomini diventò così la quinta casa della Congregazione Redentorista, oggi presente in 80 paesi del mondo. Alla costruzione di questa casa contribuì anche san Gerardo, facendo da questuante nei paesi vicini per raccogliere offerte durante la sua permanenza a Materdomini.

 

L'ANTICA BASILICA

Basilica ampliamento

 

Quella che oggi si chiama “antica Basilica” è una struttura che lungo i secoli – già ai tempi di sant'Alfonso mentre si costruiva il Convento – si è prolungata rispetto alla primitiva pianta del Santuario. Fu soprattutto dopo la Canonizzazione di san Gerardo, avvenuta nel 1904, che il flusso di pellegrini crebbe al punto tale da imporre come urgenza principale l'ingrandimento del tempio in onore del Santo. Il 16 ottobre 1913 iniziarono i lavori di costruzione. La chiesa fu inaugurata il 31 agosto 1929, consacrata dall'Arcivescovo di Napoli Card. Alessio Ascalesi. Il 18 febbraio 1930, Papa Pio XI concedeva il titolo di Basilica minore. Nel 1931 la statua della Madonna fu incoronata con diadema d’oro dal Capitolo Vaticano per mezzo di Mons. Giulio Tommasi, Arcivescovo di Conza e vescovo di S. Angelo dei Lombardi. Prima del terremoto del 1980, la Basilica si presentava in stile neoclassico, lunga 29 mt. e larga 16 mt., a croce latina a tre navate.

 

Distrutta dal terremoto del 1980 era in stile neoclassico, lunga 29 mt. e larga 16 mt., a croce latina a tre navate. Ornata di marmi policromi e colonne di granito grigio era decorata con doviziosa abbondanza di ori, stucchi e affreschi. La tepida luce, filtrata attraverso i finestroni istoriati con episodi della vita di San Gerardo, rendevano l'ambiente del tempio di una suggestiva sacralità. L'altare maggiore sul largo presbiterio, era una prodigiosa opera marmorea di stile barocco; ai lati inferiori erano scolpiti gli stemmi del vescovo Mons. Nicolai. Su di esso si ergeva il trono di colonne granitiche della Madonnina di Materdomini. In fondo alla navata di sinistra, la cappella di S. Alfonso, eretta nel 1944 per onorare il Fondatore dell'Istituto Redentorista.

 

Nel 1901 l'antica Basilica viene ampliata per accogliere il sempre maggior numero di pellegrini che giungono a Materdomini per venerare le spoglie di San Gerardo.

 

La statua, rimasta integra durante il sisma, è dello scultore Lebbro; l'altare era quello che si trovava prima nella chiesa antica, e perciò era quello del tempo di San Gerardo. Nelle lunette laterali si potevano ammirare due tele del pittore D'Agostino raffiguranti: a sinistra, la nascita del Santo a Marianella (NA), a destra, il Santo a Scala in preghiera, dove il 9 novembre del 1732 fondò la Congregazione Redentorista.

 

Nella navata di destra, la Cappella di San Gerardo: il sacrario più venerato della Basilica. Sopra l'altare vi era un trono di candido marmo che incorniciava la caratteristica statua del Santo, in atteggiamento estatico mentre stringe al petto il crocifisso. Sotto l'altare l'urna che ne custodiva le ossa. Il palliotto che inquadrava il sacro sepolcro era opera dell'orafo Catello e raffigurava nei due bassorilievi laterali, Gerardo che fugge di casa per "andare a farsi Santo" e Gerardo diventato Santo nella gloria.

La Cappella dedicata a San Gerardo era adornata tutto intorno da ventinove lampade votive, che ricordano i ventinove anni della vita di San Gerardo. Anche qui due lunette laterali, affreschi del pittore D'Aprea, che raffiguravano: a sinistra, la nascita di Gerardo, a destra, la sua canonizzazione.

Gli altri due altari delle crociere erano dedicati al Sacro Cuore, a sinistra, e a San Giuseppe, a destra. Sotto gli altari erano conservate le reliquie dei santi Colomba e Vitale.

Della vecchia Basilica non è rimasto quasi nulla, tutti gli ori, gli affreschi e molte delle altre opere sopra citate sono state distrutte dal sisma dell'80; il 20 aprile del 2000 la Basilica viene riaperta al culto con una solenne concelebrazione.

L'urna con il corpo del Santo è stata collocata ai piedi del presbiterio.

Come si presenta oggi l'interno dell'antica Basilica dopo i lavori di restauro e ricostruzione in seguito al grave sisma dell'80.

L'urna contenente il corpo di San Gerardo Maiella è posta ai piedi del presbiterio.

La nuova urna è opera della ditta G. Ascione & Figli.

Il reliquiario misura 100x57 cm, con vetro semicilindrico e decorazioni in argento a sbalzo e cesello.

La decorazione rappresenta un intreccio di gigli e cornici tra cui si intravedono le Reliquie. L'urna è stata donata da Muro Lucano, con inciso: "Dono di Muro Lucano al suo santo figlio".

 

Dopo il sisma sono state restaurate le antiche vetrate con episodi della vita del Santo.

È stata ricostruita la cameretta di San Gerardo con arredo d'epoca e pavimento in cotto del '700.

"Qui si fa la volontà di Dio come vuole e per quanto vuole Dio"

 

IL TERREMOTO DEL 1980

Crolla l'antica Basilica e il colleggio dei Redentoristi

 

Sono le 19,34 del 23 novembre 1980 quando un violento sisma colpisce l'Italia Meridionale, in particolar modo l'Irpinia. I morti si aggirano sui 3000 circa, 8500 sono i feriti, gli sfollati circa 280.000. Ingenti sono i danni ai paesi e alle strutture. Anche Materdomini viene colpita, ma san Gerardo protegge il piccolo borgo che sorge intorno al suo Santuario, che sarà l'unica struttura a subirne le conseguenze. L'antica Basilica e l'annesso collegio dei Redentoristi crollano sotto l'urto delle scosse che agitano la terra. Passeranno molti anni, prima che il Santuario - tra notevoli difficoltà e pastoie burocratiche - risorga dalle sue ceneri, più bello e maestoso di prima. Soprattutto grazie alla generosità dei devoti gerardini, che hanno contribuito in modo sostanzioso alla sua ricostruzione.

 

LA CHIESA DEL REDENTORE

Il Santuario

 

Dopo la Canonizzazione del 1904, il flusso di pellegrini crebbe al punto tale che l'ingrandimento del tempio in onore di San Gerardo divenne l'urgenza principale. Il 16 ottobre 1913 iniziarono i lavori di costruzione. La chiesa fu inaugurata il 31 agosto 1929 e fu consacrata dall'Arcivescovo di Napoli Card. Alessio Ascalesi. Il 18 febbraio 1930, Papa Pio XI concedeva il titolo di Basilica minore. Nel 1931 la statua della Madonna fu incoronata con diadema di oro dal Capitolo Vaticano per mezzo dell' Ecc.mo Mons. Giulio Tommasi, Arcivescovo di Conza e vescovo di S. Angelo dei Lombardi (AV).

 

Negli anni '50, tuttavia, la Basilica era già insufficiente per accogliere i numerosi pellegrini e un primo progetto di ampliarla, a firma dell'arch. Alfredo Scalpelli di Roma, fu abbandonato, dopo aver collocato la prima pietra il 18 settembre 1960. Sopraggiunta la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, e morto l'arch. Scalpelli, si pensò di progettare una chiesa corrispondente alle nuove esigenze liturgiche e l'incarico fu affidato all'arch. napoletano Giuseppe Rubino. La nuova Basilica fu inaugurata dall'Arcivescovo di Conza, S. Angelo dei Lombardi, Bisaccia e vescovo di Nusco, Mons. Gastone Mojaski-Perrelli nel 1974. In essa si ammira lo sforzo per realizzare le ardite strutture in ferro e cemento. La nuova Chiesa del Redentore, infatti, occupa un'area di 592 mq. e si eleva verso la vetta della cuspide fino a 42 mt. di altezza. Le forme architettoniche ricordano la biblica Tenda per il Tabernacolo, costruita da Mosè nel deserto per ordine di Dio, sottolineando così l'aspirazione alla dimensione esodale dell'esistenza umana: uscire dalla schiavitù faraonica del quotidiano per incamminarsi verso la Terra promessa come luogo di Dio. A collegamento della Basilica con il Santuario furono costruiti nel 1976 - 1979 i locali per i pellegrini, le nuove sedi confessionali e il Museo gerardino.

 

La nuova Basilica, eretta con l'intento di ospitare le celebrazioni liturgiche, dopo il terremoto del 1980 divenne custode del Corpo di San Gerardo Maiella. Ricostruito il santuario le Reliquie del Santo sono tornate nel luogo della prima sepoltura, prendendo posto ai piedi del presbiterio nella ona centrale della chiesa. Salendo verso l'aula delle celebrazioni, ci si incontra per l' eucaristia. Ai pellegrini si offre la compiutezza dell'evento salvifico attraverso la sintesi iconografica dell'abside. E' la tipologia di Cristo Redentore a costituirne la chiave interpretativa. La morte e la risurrezione vengono descritte dalla poderosa figura bronzea del Cristo dello scultore Tommaso Gismondi di Anagni (FR). In occasione del Giubileo dell'anno 2000 indetto da Giovanni Paolo II, la Chiesa del Redentore è stata dotata di un magnifico portale in bronzo, opera dello scultore Alfredo Verdelocco. L'opera in due battenti, è composta da otto pannelli raffiguranti altrettanti episodi salienti della vita meravigliosa di san Gerardo Maiella.

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