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Santuario Maria Santissima delle Tre Corone

Santuario Maria Santissima delle Tre Corone

Dal 1640 la Cappella del Pio Monte dei Morti diventa Chiesa del Suffragio. Nel 1776 giunge il dipinto di Maria SS. delle Tre Corone, cui seguono miracoli ed eventi prodigiosi; nel 1779 è proclamata Patrona di Sarno. Nel 1900 avviene la nuova incoronazione. Elevata a Parrocchia nel 1967 e a Santuario Mariano Diocesano nel 1973, dal 2017 fa parte dell’Unità Pastorale Centro Sarno.

Piazza Michelangelo Capua, 22 84087 Sarno (SA) Campania

Il Complesso monumentale del Santuaio di Maria SS. delle Tre Corone in Sarno

Il Santuario di Maria Santissima delle Tre Corone sorge sul luogo dove fu costruita, in località all’epoca detta “Capo d’orto”, una Cappella con il titolo di Monte dei Morti, benedetta dal vescovo Stefano Sole di Castelblanco il 2 maggio 1640. Nel 1691 al posto della Cappella fu eretta una Chiesa intitolata a Santa Maria del Suffragio, a spese della Congrega del Pio Monte dei Morti.

Dal 1779 la Chiesa divenne il cuore mariano di Sarno: “Il tesoro, il pregio, il valore inconfutabile della chiesa sono tutti nel quadretto della Madonna, opera del pittore Paolo De Maio, collocato in un artistico trono sull'altare maggiore” (Can. Pietro Nocera, 1872).

Il “quadriello” (così le genti Sarnesi da secoli indicano la prodigiosa immagine), è una tela dipinta nel 1776 dal pittore napoletano Paolo De Maio, figlio spirituale e amico di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, il quale era solito dipingere immagini della Madonna soffuse di celestiale pudore.

Nel 1749, tra l’altro, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori tenne nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio una memorabile missione popolare.

L’arrivo del bellissimo quadro presso la Chiesa di Santa Maria del Suffragio attraversa una storia affascinante, guidata dalla presenza di Maria.

 

 

Vi era a Sarno, all’epoca, Michele Volpicelli, figlio di una famiglia benestante e residente nel palazzo che tutt’ora porta il suo nome nel centro storico di Sarno, vicino al Santuario, il quale, attraverso l’intercessione di un suo zio religioso, a Napoli conobbe il celebre pittore Paolo De Maio.

Tra di loro si creò un rapporto di amicizia così salda che Michele Volpicelli divenne anche il figlioccio di cresima di Paolo De Maio.

Mentre lo zelante pittore, stava dipingendo quello che egli stesso definiva come “il suo più grande capolavoro”, e che destò già a più riprese l’interesse del suo figlioccio, avvenne un miracolo: una donna di San Marzano sul Sarno fu salvata da una rovinosa caduta da un carro e, correndo a Sarno,  raccontò di essere stata miracolata dalla Madonna "non quella di sempre ma quella dalle Tre Corone".

Michele Volpicelli, colpito da tale prodigio chiese al suo padrino di dipingere sul meraviglioso quadro della Madonna della purità che stava dipingendo, tre corone, la stella e il giglio.

 

Paolo De Maio, mentre si accingeva a completare l’opera, fu rapito da vari momenti di estasi dinnanzi alla sacra immagine, i quali non gli permettevano di concluderla dipingendo le tre corone, la stella e il giglio come chiesto Michele Volpicelli.

Essendosi mostrato già più volte restio ad assecondare le richieste del figlioccio di completare quanto mancava, Michele Volpicelli, in una delle sue visite presso casa De Maio, durante un’estasi del pittore, rubò la tela portandola con sé a Sarno, nonostante fosse incompleta, per porla in casa sua.

 

Tutto ciò gli costò l’ira di Paolo De Maio, che, ridestatosi dall’estasi gli espresse in una lettera la propria amarezza per il gesto, nonché il suo rifiuto di completare l’opera.

Michele Volpicelli non si scoraggiò e completò l’opera adornando la tela con pezzi d’oro raffiguranti tutti gli elementi che Paolo De Maio non aveva completato: le tre corone, il giglio e la stella, aggiungendovi due bracciali, un anello e un paio di orecchini.

Fu in quel momento che la miracolosa tela iniziò a segnare la storia del popolo di Sarno, generando innanzitutto stupore in quanti visitavano casa Volpicelli per la celestiale bellezza.

In quel periodo crebbe una grande devozione a Maria Santissima delle Tre Corone, così come subito fu intitolata, tanto che Michele Volpicelli fece costruire una piccola cappella in casa sua a cui il popolo poteva accedere liberamente.

 

Il culmine della devozione fu raggiunto durante gli anni del mandato a sindaco di Sarno di Michele Volpicelli stesso, il quale, d’accordo con il Vescovo diocesano Mons. Giansaverio De Pirellis, diede il proprio consenso che l’immagine di sua proprietà fosse portata in processione durante gli eventi tragici che colpirono Sarno a quell’epoca, i quali furono segnati dalla protezione prodigiosa della Madonna delle Tre Corone: due epidemie, una di tifo e un’altra di colera; due periodi di grave siccità avvenuti a distanza di pochissimo tempo; nell'eruzione del Vesuvio del 1779, quando si assistette durante la processione con il quadro di Maria Santissima delle Tre Corone, il visibile arretramento dalla città di Sarno della nube di lapilli e ceneri fino a rischiararsi il cielo.

 

Da questi eventi, nel 1779, Maria Santissima delle Tre Corone fu acclamata Patrona principale della città di Sarno dall’amministrazione cittadina e dal popolo, e stabilendo in perpetuo la festa in suo onore come la principale festività cittadina il 15 agosto.

Il vescovo, Mons. Giansaverio De Pirellis, stabilì che l’immagine fosse portata, per la pubblica venerazione, in quella che era allora la Chiesa di Santa Maria del Suffragio assumendo il titolo di Maria Santissima delle Tre Corone.

Michele Volpicelli scrisse una lettera a Paolo De Maio, raccontandogli tutto quanto era successo dall’arrivo del quadro: i prodigi, la grande devozione e la proclamazione a patrona della città. Il pittore restò profondamente rallegrato da quanto gli venne comunicato e, riconciliatosi con il suo figlioccio, scrisse anche un inno in onore di Maria Santissima delle Tre Corone, la Gran Signora, gloriosa Madre e Regina raffigurata nel “suo più grande capolavoro”.

 

Da allora in molte altre occasioni la Vergine delle Tre Corone ha mostrato la sua provvidenziale protezione alla città di Sarno e ai paesi vicini, come recita l’antica supplica del sabato alla Madonna: in tempi di siccità, di epidemie, di terremoti, eruzioni e calamità naturali.

Innumerevoli fedeli si affidano alla Madonna delle Tre Corone nelle fatiche della vita sperimentando la dolcezza e la forza della sua materna protezione.

Nel 1760 fu costruita, di fronte a quella che allora era la Chiesa di Santa Maria del Suffragio divenuta poi di Maria Santissima delle Tre Corone, la Chiesa dell’Immacolata Concezione, per custodire la statua dell’Immacolata Concezione, opera del 1696 dello scultore Gaetano Patalano, che fino ad allora era custodita nella Chiesa di San Francesco d’Assisi, dove nel 1900 avvenne la nuova incoronazione di Maria Santissima delle Tre Corone con decreto del Capitolo Vaticano.

 

Nella Chiesa dell’Immacolata Concezione si trova l’Adorazione Eucaristica perpetua e la Sala Confessioni del Santuario.

Il Santuario di Maria Santissima delle Tre Corone esprime nella stessa piazza attraverso le due Chiese l’una di fronte all’altra, i due grandi dogmi papali di Maria: l’Immacolata Concezione e l’Assunzione della Beata Vergine Maria.

Nella stessa piazza completa il complesso monumentale del Santuario di Maria Santissima delle Tre Corone, la Cappella di San Francesco da Paola, una volta Cappella gentilizia del Palazzo Montoro, costruita nel 1747. Ospita oggi il Museo della storia del Santuario di Maria Santissima delle Tre Corone.

Dal 6 al 14 agosto di ogni anno si svolge la Novena solenne, durante la quale fedeli e gruppi di fedeli, realtà ecclesiali e parrocchie si recano in pellegrinaggio alla Madonna delle Tre Corone.

Dal 12 al 16 agosto la grande festa in onore di Maria Santissima delle Tre Corone: il corteo storico e rappresentazione storica della proclamazione dell’arrivo del quadro miracoloso e della proclamazione a Patrona di Sarno di Maria Santissima delle Tre Corone, le serate musicali e di intrattenimento, le grandi Celebrazioni Eucaristiche di Piazza Michelangelo Capua e Piazza 5 Maggio, la festa dell’emigrante, le Messe in Santuario, l’Offerta delle Canestre delle donne in costumi tipici, le processioni, i fuochi, i canti popolari caratterizzano la secolare festa per la gloriosa Vergine delle Tre Corone che oltre ad attirare le migliaia di devoti della città di Sarno e della regione Campania, riporta a Sarno i tantissimi emigranti nel nord Italia, in Europa e soprattutto negli Stati Uniti d’America, in particolare a New York.

 

Nel Santuario di Maria Santissima delle Tre Corone è venerata anche la statua di San Michele Arcangelo celebrato come patrono della città di Sarno insieme alla Madonna delle Tre Corone.

Nel 1967 la Chiesa di Maria Santissima delle Tre Corone fu eretta a Parrocchia e nel 1973 dichiarata Santuario Mariano Diocesano dal vescovo Mons. Jolando Nuzzi.

 

Dal 12 settembre 2017 le Parrocchie Maria Santissima delle Tre Corone, San Francesco d’Assisi e San Matteo Apostolo ed Evangelista in Sarno, camminano insieme con un unico parroco, Don Roberto Farruggio, vivendo l’esperienza del cammino unitario delle Parrocchie Centro Sarno.

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