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Santuario San Benedetto abate

Santuario San Benedetto abate

La Platea della parrocchia di San Benedetto in Casoria è un manoscritto di oltre 400 pagine, iniziato nel Seicento, che documenta la storia della chiesa. Riporta eventi come la benedizione del 1730, la costruzione dell’altare (1741), crolli e restauri tra Ottocento e Novecento, e la vita pastorale fino a oggi. Figura centrale è Don Mauro Piscopo, seguito da altri parroci che hanno guidato e arricchito la comunità nel tempo.

Via San Benedetto, 42 80026 Casoria (NA) Campania

La Storia del Santuario

San Benedetto abate - Casoria

La Platea conservata presso l’archivio storico della parrocchia di San Benedetto in Casoria è un volume manoscritto di oltre 400 pagine che raccoglie le principali notizie sulla chiesa e rappresenta una fonte rilevante per la storia locale. Il volume è stato compilato da diverse mani nel corso dei secoli, a partire dai primi del Seicento. Si apre con le annotazioni del parroco Cesare Palladino, insediatosi nel 1611.

 

Innanzitutto, si specifica che la chiesa ha titolo di rettoria e parrocchia, sottolineando che è libera, non soggetta ad alcuna altra chiesa. Per l’antichità, don Cesare si limita a dire che «questo è stato per immemorabil tempo», sostenendo di non aver trovato alcun altro «ricordo». Annota i possedimenti della parrocchia: una serie di terreni che misurano complessivamente 13 moggia, quasi tutti situati al confine con Frattamaggiore ed Afragola (nelle zone di Casamerola, S. Maria della Stella, Cantariello) e diverse case nel centro di Casoria, alcune delle quali donate dalla famiglia Torello. Non manca qualche riferimento all’amministrazione comunale dell’epoca, l’Universitas, che nel 1613 era composta da un «Collegio di tredici»; e anche ad alcuni luoghi di Casoria: la piazza del casale, nella quale sorgeva un albero di olmo, e lo stretto della cetrangola, dove terminava l’abitato in direzione di Casavatore. Nel 1742, per la visita pastorale dell’arcivescovo di Napoli Giuseppe Spinelli, è stata compilata una dettagliata relazione sullo stato della parrocchia. Particolarmente interessanti sono le travagliate vicende della costruzione della nuova e attuale chiesa, cominciata nel 1694 ma portata avanti a rilento per mancanza di denaro. Nel dicembre del 1721, la fabbrica fu inoltre devastata da un incendio. I lavori ripresero nel giugno del 1722, affidati ad un procuratore generale, una sorta di sovrintendente: don Giuseppe Comite.

 

La chiesa, completata solo «in forma rustica», fu benedetta la vigilia di natale del 1730. Dieci anni più tardi fu realizzato l’altare maggiore, consacrato nel 1741. La relazione raccoglie dettagliate notizie anche su rendite e possedimenti della chiesa, incrementati nel 1688 dall’eredità di Marco Antonio Torello. Tra i beni c’è un territorio di 6 moggia sulla strada di Caivano, già della curia arcivescovile di Napoli: si tratta quasi certamente di un antico feudo concesso forse dal vescovo all’avo Giacomo Torello. Alla fine del Seicento, tra gli amministratori della cappella dei Torello compaiono per la prima volta alcuni esponenti della famiglia Rocco. Nelle ultime pagine della Platea, don Biagio Iorio è autore di una «Utilissima raccolta di documenti e notizie» del 1948. Il parroco, insediatosi nel 1919, riepiloga le principali note contenute nel manoscritto, aggiornandole con avvenimenti più recenti. Ricorda il cedimento della cupola nel 1895 e i massicci lavori di consolidamento realizzati dal Comune, durati fino al 1907. Poi la voragine apertasi vicino la sacrestia nel 1920. E infine la costruzione del campanile, finanziato dai fedeli nel 1930. Sono ripercorse anche le vicende della Congregazione del Santissimo Sacramento, fondata da Cesare Palladino nel 1612, di cui era priore ai primi del Novecento il principe Innocenzo Rocco; e della più recente Congrega di San Luigi Gonzaga, fondata nel 1823, tra i cui iscritti figura anche il cardinale Guglielmo Sanfelice. Infine, si accenna al «dualismo per niente edificante» con la parrocchia di San Mauro, principale protettore di Casoria. Parroco fin dalla fine degli anni Sessanta fino alla sua morte nel 2011, Don Mauro Piscopo era uno di quei preti che hanno sempre la porta aperta, e una fila in anticamera più lunga di quella del medico. altruista, testardo e carismatico, don Mauro Piscopo sapeva essere coinvolgente in ogni iniziativa che metteva in piedi: sportiva, teatrale, culturale. Lui il primo e il più entusiasta. A Lourdes in pellegrinaggio con gli ammalati (istituì le dame e i barellieri di Lourdes), come al fianco dei lavoratori negli anni Settanta. Sempre a servizio della parrocchia, vista come la sua grande famiglia, il suo corpo ora riposa nell’attesa della gloriosa resurrezione futura nella Parrocchia San Benedetto Abate tomba.

 

Dal 2009 all’anno 2011 viene nominato co-parroco della nostra comunità Don Pasquale Fioretti e il 1 novembre 2011, il Cardinale Sepe conferma la nomina a Parroco Don Pasquale Fioretti con nuovo decreto. Immissione nel servizio pastorale nella Parrocchia San Benedetto celebrato in data 11 luglio. Aiutato da vari collaboratori laici, il parroco svolge numerose attività in parrocchia tutte descritte nel sito. Oltre ai vari laici la parrocchia conta numerose vocazioni in discernimento al Seminario Maggiore di Napoli ed è stata una vera e propria casa per il nostro P. Gilbert, sacerdote birmano, affidato alla nostra comunità per molti anni in attesa che potesse completare gli studi e tornare nel suo Paese di origine per svolgere il suo ministero. La stessa parrocchia che ha vissuto dapprima il discernimento e poi l’ordinazione sacerdotale del nostro Don Raffaele Ferrara, ordinato l’11 maggio 2014 e collaboratore parrocchiale fino al 31 agosto 2014. 

 

Dal 1 novembre 2014 il Cardinale di Napoli assegna alla nostra comunità Don Vincenzo Vitiello originario di Torre del Greco (Na), diacono e prossimo sacerdote. Il Cardinale Sua Emm.za Crescenzio Sepe su richiesta del Parroco Mons. Mauro Piscopo eleva poi la nostra parrocchia a Santuario Benedettino (21/3/2009). Su richiesta del Parroco Don Pasquale Fioretti la nostra comunità ha avuto il permesso da parte di Sua Emm.za Cardinale Crescenzio Sepe e del Vicario Episcopale per la liturgia ,di celebrare il 21 Marzo di ogni anno il “Pio transito di San Benedetto Abate” come avviene nelle abbazie benedettine per incrementare ancora di più il legame spirituale con il santo. 

 

A luglio 2017 Don Vincenzo Vitiello viene trasferito ad altro incarico e dal 21 settembre 2017 al 3 novembre 2021 presta servizio presso la nostra comunità come vice parroco Don Antonio Fiorentino. 

 

Da ottobre 2024 viene nominato amministratore parrocchiale Don Raffaele Ferrara, figlio di questa comunità e discepolo di Don Mauro Piscopo.

 

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